Il personale dell’Università canadese St. Francis Xavier ha scoperto un attacco massiccio alla rete del loro istituto di istruzione. L’attacco mirava a un bottino nascosto in criptovaluta, ovvero era legato a ciò che viene chiamato cryptojacking.
Il malware non identificato, che ha colpito la rete dell’università, ha sfruttato la potenza sottratta per estrarre bitcoin. Di conseguenza, il personale è stato costretto a «ripristinare» completamente la rete universitaria per eliminare l’infezione, seguendo i consigli degli specialisti della sicurezza informatica ai quali si sono rivolti.

Al momento, l’Università Saint-François-Xavier sta riprendendosi dalle conseguenze dell’attacco, ma le risorse di rete dell’istituto hanno già cominciato a tornare online, in particolare i server, il Wi-Fi e la piattaforma didattica Moodle. Inoltre, i sistemi che funzionano con le carte di pagamento degli studenti erano stati precedentemente disattivati e le loro prestazioni sono ora state ripristinate.
I rappresentanti dell’università hanno dichiarato di stare indagando su quanto accaduto e che, a oggi, non è stata scoperta alcuna prova della compromissione dei dati personali di studenti o personale.
Va detto che l’Università di St. Francis Xavier non è la prima vittima dello sfruttamento minerario dei malware. Ad esempio, l’Imperial College of London e persino il MIT erano già stati vittime di attacchi simili e, in entrambi i casi, gli studenti stessi avevano tentato di usare le strutture dell’istituto di istruzione per estrarre criptovaluta.